Finanza critica

1 ottobre 2008 § Lascia un commento

Mentre la crisi dei mercati finanziari inizia a rovesciarsi sui cittadini, specie quelli che in questi anni hanno solo subito la speculazione, c’è una realtà che propone una finanza non speculativa, basata su un’economia di giustizia. Banca Etica ha da poco festeggiato lo spostamento della filiale di Vicenza (che festa, a breve metterò qualche foto sul sito!).

Mi viene in mente un corto dei Monty Python dal titolo “The Crimson Permanent Assurance”, ve lo ricordate? Lo avete forse visto all’inizio del film “Monty Python, il senso della vita”: un gruppo di vecchi assicuratori, stanco delle angherie sucite dalla dirigenza, prende il potere della piccola compagnia di assicurazioni e si lancia all’attacco del mondo della grande finanza, scompaginando tutte le corporations. Se non erro quel corto (con il palazzo che prendeva il largo come una nave trainato dalle vele-ponteggi) è stato anche citato in uno spot televisivo, mi sembra proprio da una banca o un’assicurazione.
Allego un editoriale di Andrea Baranes apparso sulla newsletter di Banca Etica.

Come linea di indirizzo generale, è necessario un nuovo sistema di regole per frenare lo strapotere della finanza e per riportarla alla sua funzione originaria. Non un fine in sé stesso per produrre denaro dal denaro ma un mezzo al servizio dell’economia produttiva e delle attività commerciali, che ponga il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente al centro del proprio operato, attenta alle conseguenze non economiche delle proprie azioni e nella quale la trasparenza è un valore fondamentale. Queste richieste sono da anni le parole d’ordine della finanza etica, da molti ancora considerata un’esperienza di nicchia, poco più di una testimonianza di solidarietà e di attenzione all’ambiente. La profonda crisi che stiamo vivendo mostra invece che queste richieste rappresentano oggi una strada obbligata per il mondo finanziario tradizionale travolto dalla mancanza di regole, che ha imposto al mondo negli ultimi trent’anni.

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Chi comanda la finanza?

24 luglio 2008 § Lascia un commento

Spesso sento amici parlare dei mali del mondo accusando “la finanza”.

Si dice spesso che le guerre hanno spesso motivazioni nascoste nell’economia, nelle multinazionali, celate dietro motivazioni “vendibili” all’opinione pubblica: dittatori sanguinari, protezione del terrorismo, violazione dei dirittti umani.

Io condivido queste opinioni, fatico però a sentirmi “a posto” nel dare la colpa alla finanza. Perchè ritengo che la finanza non sia un’entità astratta, fatta di ricconi sconosciuti e malvagi. Ritengo che tutti i cittadini siano in realtà quelli che ocmandano “la finanza”. Quando cerchiamo conti correnti con interessi stratosferici, quando cerchiamo mutui a tassi inesistenti, quando aderiamo ai fondi pensione facciamo la finanza. I fondi pensione USA, ad esempio, controllano la gran parte delle multinazionali che poi spingono il governo USA a fare le guerre (così, a caso: General Elettric, General Motors, Exxon). I fondi pensione sono grandi organizzazioni che gestiscono i risparmi (le future pensioni) di milioni di cittadini normali, che, in gran parte, scelgono i fondi pensione tra quelli con il rendimento maggiore. I fondi pensione, per avere successo, devono quindi garantire rendimenti alti, e possono farlo solo infischiandosene dell’etica. Questo accade macroscopicamente negli USA, ma il fenomeno è identico anche qui da noi. Le grandi aziende (Fiat, Unicredit, STM…) sono controllate dai “grandi azionisti” solamente per quote minoritarie. La gran parte delle quote azionarie sono nelle mani di fondi pensione e fondi d’investimento, che investono lì i soldi dei risparmiatori.

Siamo quindi noi, cittadini risparmiatori (i nostri soldini in conto corrente o in fondi pensione) e investitori (con i nostri mutui) a possedere le grandi aziende che poi manovrano i governi e le opinioni pubbliche. Siamo quindi noi, con le nostre scelte finanziarie, a decidere dove la finanza deve investire.

Quindi quando scegliamo come investire il nostro TFR o i nostri risparmi, possiamo scegliere se contribuire al sistema finanziario tradizionale (con le conseguenze che vediamo nel mondo) o aderire ad altri modelli di finanza. Io sto provando con Banca Etica.

Date un’occhiata anche a come Banca Etica (al pari delle altre forme di finanza etica) interviene nelle scelte delle grandi aziende, alla campagna contro le banche armate.

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