Pale di san Martino – Vezzana

Sabato 19 siamo partiti da Vicenza alle 6.30, siamo saliti in auto fino a San Martino di Castrozza.

Da lì abbiamo preso la funivia che ci ha portati a 2700 metri, sopra il rifugio Rosetta.

Alle 9.30 mettiamo gli zaini in spalla e ci incamminiamo verso il passo Bettega e la val dei Cantoni, diretti alla cima della Vezzana.

Bella salita, c’è ancora tanta neve. Verso il passo del Travignolo (2950m circa) la quota inizia a farsi sentire, con il fiato corto e la fatica. Saliamo ancora, fino ai 3192m della vetta, sotto raffiche di vento freddo e su bella traccia (niente di difficile, fino alla vetta). Abbiamo incontrato in tutto una decina di persone. Dalla vetta iniziamo la discesa verso la val Strut. Dopo qualche nevaio, inizia la “ferrata” Gabitta d’Ignoti, niente più di qualche corda fissa su qualche facile passaggio di roccia. Dopo i due spezzoni di ferrata giungiamo al passo Val Strut, con Claudia che accusa una storta alla caviglia: i nostri piani cambiano, di conseguenza. Volevamo arrivare fino al rifugio Mulaz attraverso il passo delle Farangole, ma decidiamo di fermarci al bivacco Brunner, in val Strut. Dopo aver attraversato quel che resta del ghiacciaio di val Strut, arriviamo al bivacco, incastrato sotto la parete ma ben messo e vuoto. Il bivacco ha 9 brandine, coperte in abbondanza e intorno ci sono lingue di neve che sgorgano acqua fresca. Siamo arrivati alle 16 al bivacco, non abbiamo incontrato nessuno eccetto un ragazzo che si è fatto da solo il campanile del Travignolo (se ho capito bene) partendo al mattino da Gares: un duro!

Ci mettiamo a letto alle 18.30, alle 19 circa prendiamo sonno e dormiamo placidamente e senza freddo fino alle 6. Ci alziamo e vediamo un cielo splendidamente azzurro. Dopo la colazione, partiamo e scendiamo al bivio con il sentiero 703. Decidiamo di risalire al Rosetta per quel sentiero. Infatti avremmo potuto anche salire al passo delle Farangole, trovare Stefano e Silvia che hanno dormito al Mulaz e con loro ragigungere passo Rolle, oppure scendere fino a Gares per l’orrido delle Comelle. Ma la caviglia di Claudia non è a posto, quindi la strada più facile e veloce è quello per il Rosetta che ci porta di nuovo alla funivia. In un paio d’ore dal bivio arriviamo al Rosetta (dove ci facciamo una colazione con i fiocchi!) e, con calma, riprendiamo la funivia e scendiamo a San Martino.

Al ritorno, pausa al caseificio di Fiera di Primiero: stasera tosella!

Sabato 19 siamo partiti da Vicenza alle 6.30, siamo saliti in auto fino a San Martino di Castrozza.

Da lì abbiamo preso la funivia che ci ha portati a 2700 metri, sopra il rifugio Rosetta.

Alle 9.30 mettiamo gli zaini in spalla e ci incamminiamo verso il passo Bettega e la val dei Cantoni, diretti alla cima della Vezzana.

Bella salita, c’è ancora tanta neve. Verso il passo del Travignolo (2950m circa) la quota inizia a farsi sentire, con il fiato corto e la fatica. Saliamo ancora, fino ai 3192m della vetta, sotto raffiche di vento freddo e su bella traccia (niente di difficile, fino alla vetta). Abbiamo incontrato in tutto una decina di persone. Dalla vetta iniziamo la discesa verso la val Strut. Dopo qualche nevaio, inizia la “ferrata” Gabitta d’Ignoti, niente più di qualche corda fissa su qualche facile passaggio di roccia. Dopo i due spezzoni di ferrata giungiamo al passo Val Strut, con Claudia che accusa una storta alla caviglia: i nostri piani cambiano, di conseguenza. Volevamo arrivare fino al rifugio Mulaz attraverso il passo delle Farangole, ma decidiamo di fermarci al bivacco Brunner, in val Strut. Dopo aver attraversato quel che resta del ghiacciaio di val Strut, arriviamo al bivacco, incastrato sotto la parete ma ben messo e vuoto. Il bivacco ha 9 brandine, coperte in abbondanza e intorno ci sono lingue di neve che sgorgano acqua fresca. Siamo arrivati alle 16 al bivacco, non abbiamo incontrato nessuno eccetto un ragazzo che si è fatto da solo il campanile del Travignolo (se ho capito bene) partendo al mattino da Gares: un duro!

Ci mettiamo a letto alle 18.30, alle 19 circa prendiamo sonno e dormiamo placidamente e senza freddo fino alle 6. Ci alziamo e vediamo un cielo splendidamente azzurro. Dopo la colazione, partiamo e scendiamo al bivio con il sentiero 703. Decidiamo di risalire al Rosetta per quel sentiero. Infatti avremmo potuto anche salire al passo delle Farangole, trovare Stefano e Silvia che hanno dormito al Mulaz e con loro ragigungere passo Rolle, oppure scendere fino a Gares per l’orrido delle Comelle. Ma la caviglia di Claudia non è a posto, quindi la strada più facile e veloce è quello per il Rosetta che ci porta di nuovo alla funivia. In un paio d’ore dal bivio arriviamo al Rosetta (dove ci facciamo una colazione con i fiocchi!) e, con calma, riprendiamo la funivia e scendiamo a San Martino.

Al ritorno, pausa al caseificio di Fiera di Primiero: stasera tosella!

Ecco le foto

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