Sila Bike Tour

Il viaggio in Calabria è un’idea venuta durante le serate in compagnia di mia moglie Claudia e dei nostri amici Chiara e Francesco.

Primo e secondo giorno

Siamo partiti da Vicenza con una Multipla carica di 4 bici e noi. Abbiamo effettuato uno scalo tecnico dal nostro amico Andrea Sartori a Bassano in Teverina, e siamo arrivati nel pomeriggio del secondo giorno da Antonella e Michele, nostri amici che gestiscono un’azienda agricola agrituristica a Serrata. L’azienda si chiama Terre di Vasia, è immersa nei colli a nord di Reggio Calabria, in una valle incantevole, la valle del fiume Marepotamo. Antonella e Michele producono, con i metodi dell’agricoltura biologica, arance, limoni e olio (buonissimo!), oltre agli ortaggi per la casa.

Appena arrivati, Michele ci propone un giro in bici nella zona: subito possiamo ammirare i boschi rigogliosi, i resti di costruzioni medievali, i paesini tutti pieni di gente: sono gli emigranti che ritornano nelle terre dei genitori per le feste.

Terzo giorno

Andiamo (in auto con Antonella) al mare a Nicotera: una bella spiaggia, piena di gente ma simpatica: abbiamo proprio bisogno di dormire!

Quarto giorno

Partiamo per il nostro tour: carichiamo le borse sulle bici, le tende, gli stuoini, riempiamo le borracce e pedaliamo lungo il percorso indicatoci da Michele: andiamo a Morsoreto (che salita, sotto il sole!) dove assistiamo all’arrivo della sposa per un matrimonio, poi proseguiamo fino a Mongiana, nel pieno del parco delle Serre. Alcune sorgenti lungo il percorso, 1200 metri di dislivello e circa 70 km per trovare, all’arrivo, una casa della forestale sempre aperta (non ci sono finestre, ma c’è un bel posto per dormire, con una fonte a disposizione). Alla sera ci concediamo una passeggiata per il paese, dove c’è una mostra sui mestieri tradizionali e un concerto di taranta.

Quinto giorno

Dopo la notte (abbastanza fresca per noi, equipaggiati molto leggeri – c’erano circa 13 gradi) ripartiamo.Appena appoggiamo il sedere sulla sella capiamo che ieri abbiamo fatto un’impresa faticosa. Oggi ci attende l’arrivo sullo Ionio, passando per la statale 110 (passiamo vicino a Serra San Bruno, alla Fernandea (discesone splendido!); visitiamo l’eremo di ….. (deviazione che ci costa una risalita faticosissima, sotto il sole dell 13, con pendenze di circa 15%). Giungiamo a Stilo, bella cittadina da visitare! Qui mangiamo, ci riposiamo e ci rinfreschiamo nelle tante fontane. Ripartiamo e, col vento a favore e la strada in leggera discesa, Claudia decide di tirare il gruppo a 35 all’ora! Arriviamo finalmente allo Ionio a Monsaterace Marina, decidiamo di fermarci nel primo campeggio decente che troviamo in direzione nord e quindi ci fermiamo a Guardavalle Marina (dopo circa 80 km). Montiamo le tende e faccio il bagno (gli altri non ne sentono la necessità, per me è una soddisafazione incredibile: il mare è un po’ mosso, ma il bagno con il sole delle sette di sera mi piace sempre molto). In campeggio siamo l’attrazione principale, nessuno ha mai visto cicloturisti in quelle zone… Alla sera tanta stanchezza, ci concediamo una pizza in riva al mare.

Sesto Giorno

Iniziamo la lunga cavalcata sul lungomare che ci porta, dopo aver ammirato tutta la costa ionica (in particolare lo splendido promontorio di Soverato (dopo il paese si può prendere la strada vecchia, aperta solo a pedoni e ciclisti, ed evitare un bel pezzo di statale: questo pezzo è particolarmente panoramico), a Catanzaro Lido. La strada, inizialmente percorsa in direzione nord, devia ora verso est e ci permette di sfruttare un ottimo vento a favore. Arriviamo quindi a Le Castella, all’inizio del promontorio di Isola Capo Rizzuto. Prima di giungere al paese ci tocca farci una salitona (non tanto dislivello, circa 100 metri, ma molto lunga e faticosa se si è già stanchi!). A Le Castella troviamo un bel campeggio (prima del paese sulla sinistra) dove piantiamo le tende. Abbiamo fatto 110 km quest’oggi, e ci concediamo una serata in trattoria. Le Castella è un borgo molto bello, con il caratteristico castello su un’isoletta di fronte al porto. Purtroppo è anche molto turistico, iniziamo a “pagare” la nostra scelta di fare questo giro ad agosto.

Settimo giorno

Giornata di riposo: Caludia ed io ce ne andiamo a visitare il paese, il castello e a fare bagni in una spiaggetta. Anche Francesco e Chiara fanno più o meno lo stesso giro. Ci ritroviamo al pomeriggio, stiamo in spiaggia insieme e ci prepariamo una strepitosa pastasciutta alla ‘nduja!

Ottavo giorno

Lasciamo al campeggio tende e borse, scarichi partiamo per visitare Capo Colonna, antico insediamento romano. Nel percorso godiamo di splendidi paesaggi di campagna calabra, finalmente di pianura! Capo Colonna è uno splendido posto, inoltre troviamo dei begli scogli con un po’ d’ombra e ci mettiamo a passare il pomeriggio. In giornata fatti circa 40 km.

Nono giorno

Di buon mattino ci alziamo e ci prepariamo alla lunga pedalata di oggi. Andiamo a Crotone, facciamo una breve visita e ripariamo il mio cerchione (due raggi malmessi si sono rotti il giorno precedente, quando, sentendomi senza borse, mi sono lasciato andare a qualche salto). Dopo aver visto Crotone (bella la fortezza secentesca, con una mostra di foto di inizio secolo) iniziamo ad addentrarci con l’intento di alzarci di quota nella Sila Piccola. Pedaliamo sotto un sole cocente lungo la statale 107, fino al bivio per Cotronei. Lì inizia la salita. Subito incontriamo un giornalista di un giornale locale, che scende dall’auto, ci fotografa e poi ci chiede informazioni sul nostro giro. Ci fdà anche delle ottime indicazioni per la notte: un ristorante di Cotronei potrebbe darci ospitalità. Così chiamiamo il gestore, che ci conferma la disponibilità. Saliamo a Cotronei, una salita molto ripida; subito capiamo di aver sbagliato l’orario, fa infatti un caldo tremendo (sono le 15 quando attacchiamo i primi tornanti). Il paesaggio però ci regala splendidi squarci di natura, vacche al pascolo nel greto di un torrente, rapaci in cielo, alberi splendidi. Arrivati a Cotronei troviamo facilmente il risptorante: il gestore ci indica dove piantare le tende, ci mette a disposizione bagno, doccia e frigorifero. Convinti di essere in paradiso, ci sembra corretto cenare al ristorante, per ricambiare quanto possiamo. Una buona grigliata con verdure miste ci fa proprio bene, visto che il giorno successivo si sale ancora!

Decimo giorno

Riprendiamo le bici, ancora in salita, diretti verso il villaggio Palumbo e il lago Ampollino, nel cuore della Sila Piccola. La salita è molto bella, sempre sotto il bosco, l’unico problema è dato dalle tante auto che si recano al lago per il picnic di Ferragosto. Arrivati al lago ci mettiamo anche noi a fare picnic, con i prodotti del forno locale. Dopo una sana dormita, decidiamo di scendere un po’ per dormire, per avvicinarci al mar Tirreno. Scendiamo (beh, in realtà è tutto su e giù…) verso Bocca di Piazza, Coraci. Lì le nostre cartine sono poco chiare, chiediamo indicazioni e i locali ci mandano giù per la ss 16, superstrada in discesa che, in una valle deserta e splendida, ci porta verso l’autostrada. Peccato che noi in bici non vogliamo assolutamente andare in autostrada! Dal fondovalle, con circa 80km sulle gambe (di cui almeno 30 in salita) saliamo nel paesello di Martirano (salita corta madevastante!). In paese il sindaco ci consiglia di piantare la tenda nel piazzale della scuola. Lì ci sciaquiamo per quanto possibile in una fontana, mangiamo come squali e poi ci concediamo un gelato nella piazza del paese.

Undicesimo giorno

Ancora provati dalla giornata precedente, saliamo a Martirano Lombardo (foratura di Francesco, ottimo forno), San Mango D’Aquino, Nocera Terinese e finalmente il mare di Nocera Scalo. Piantiamo la tenda, ci godiamo il mare, il tramonto e un’altra pastasciutta.

Dodicesimo giorno

Partiamo da Nocera diretti a Tropea. Bella pedalata, a dire il vero in una strada molto trafficata. Dopo la piana di Lamezia ci fermiamo a Pizzo per la pausa pranzo. Troviamo una cala splendida, camminando dieci minuti in discesa. Ci ritroviamo in una specie di porto antico, fatto di rocce e di acqua limpidissima. Uno del posto ci offre ricci di mare appena colti, ci godiamo un bel pomeriggio di tuffi e bagni (bellissimi fondali). A malincuore ci rimettiamo in bici, e tra vari su e giù arriviamo a Tropea. Piantiamo le tende nel campeggio del posto, ci godiamo il tramonto e andiamo a mangiare in paese (che pullula di turisti). Per fortuna è presto e troviamo posto in un forno dove cucinano focacce e pizze a prezzi stracciati con le verdure strepitose del posto.

Tredicesimo giorno

Giornata di riposo a Tropea. Mare e vetrine, come dei turisti normali. Alla sera torniamo nel forno, mangiamo bene ma Chiara dimentica lì la borsa: la ritroverà un turista toscano qualche giorno dopo, naturalmente “alleggerita” di tutte le cose di valore, compresa la fotocamera con le foto della vacanza.

Quattordicesimo giorno

Ultima pedalata: con vari su e giù, ormai super allenati arriviamo a Nicotera, dove mangiamo qualche trancio di pizza. Dopo il pomeriggio in spiaggia, torniamo da Antonella e Michele, dove ci attende frutta e verdura splendide!

Quindicesimo giorno

Restiamo con Antonella e Michele, al mare tutto il giorno e alla sera ci portano a mangiare il pesce a Capo Vaticano. Stiamo imparando ad apprezzare il peperoncino fresco, tagliato sopra pesce, pasta, verdure…

Sedicesimo giorno

Salutiamo Antonella e Michele, prendiamo l’auto e andiamo a Bassano in Teverina, dove alla sera Andrea accende il forno e mangiamo pizze a volontà.

Diciassettesimo giorno

Ultima tappa, la più triste: la vacanza è finita…

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