Sella Ronda Bike day 2008

Domenica 6 luglio. Claudia ed io ci svegliamo alle sette al campeggio Marmolada di Canazei, non è freddo, il cielo è un po’ annuvolato.

In mezz’ora smontiamo la tenda, carichiamo l’auto e partiamo per il passo Sella. Lì facciamo colazione (una terribile brioche riscaldata al microonde…) e mi vesto per il giro che mi attende. Ci sono circa 14 gradi.

Alle 8.20 Claudia mi saluta, porta l’auto a Selva di Val Gardena dove passerà la mattina con Lara.

Io salgo in sella, scendo (che freddo!) fino al bivio per il passo Gardena. C’è ancora qualche auto sulle strade, sono gli ultimi ritardatari che si allontanano dal circuito dei quattro passi: dalle 9 alle 15 le strade saranno chiuse al traffico a motore.

Alle 8.30 inizio la salita del passo Gardena: un po’ di fiatone prima di prendere il ritmo, poi su senza problemi fino al passo; tutta la salita col rapporto più leggero, oggi devo badare a mantenere le forze per le ultime due salite!). Al Gardena, sotto il sole, mi godo lo spettacolo delle Tofane illuminate dal sole del mattino, mi metto il giubbino e mi lancio in discesa verso Colfosco e Corvara.

La discesa è lunga, non divertentissima ma ben asfaltata e soprattutto, senza auto! Arrivo a Corvara che è piena di ciclisti che si apprestano a partire (sono da poco passate le 9). L’inizio della salita per il campolongo non è semplice, è ripido e devo riprendere il ritmo. Ma dopo le prime curve la strada diventa più facile e io prendo l’andatura giusta, salgo con il 23 e con il 20 (davanti ho il fido 35, sì lo so: è da vecchietti). Arrivo facilmente al Campolongo, saranno le 10.30 e verso Corvara il cielo è pessimo: si vede a malapena l’arrivo della funivia di Porta Vescovo.

Mangio la prima barretta di sesamo, mi rivesto e scendo ad Arabba in breve tempo. Lì mi spoglio, bevo un po’ e inizio a salire verso il Pordoi.

Come dislivelli è la salita più lunga, ma non è affatto difficile: si sale senza fatica per tutti i tornanti fino al passo, in mezzo a tantissima gente di tutte le velocità (in tanti mi superano, alcuni li riprendo durante la salita, alcuni vanno più piano di me). Salendo prendiamo qualche goccia d’acqua, ma si vede verso la val di Fassa il cielo azzurro e questo mi incoraggia.

Arrivo al Pordoi alle 12, riempio la borraccia, mangio due barrette, mi vesto e subito riparto: temo che il tempo non reggerà a lungo. Scendo in picchiata verso il bivio Canazei – Sella. Noto anche in questa discesa che la gran parte della gente che pedala è in difficoltà nelle discese: vanno piano, sbagliano le curve, tengono perennemente le ruote frenate. Beh, almeno in discesa sto con i migliori, mi dico!

Arrivo al bivio, mi spoglio e ricomingcio a salire. Subito si capisce che è la salita più dura, supero tanta gente non per mia forza ma per necessità: non ho rapporti più molli del 23… La salita è davvero dura, un paio di volte devo fermarmi per rifiatare, ma nel complesso vedo che ce la posso fare.

Arrivo al passo Sella alle 12.20, con un sorrisone di soddisfazione che probabilmente mi procura giudizi di imbecillità da parte degli altri ciclisti… Al passo ci sono 12 gradi, il tempo minaccia pioggia, non si vedono le cime, avvolte nelle nubi. Mi vesto con giubbino e k-way e mi lancio per l’interminabile discesa: in 15 minuti sono a Selva, dopo 800 metri di discesa.

Scendendo mi fermo al bivio per il Gardena, per bloccare il log-book dell’altimetro: 4 ore e 1 minuto, 1635 metri di dislivello, in salita 9m/min, in discesa 35m/min.

A selva trovo Claudia, che mi ha comprato la Forst!

Appena caricata la bici in auto, inizia il diluvio! Queste giornate sono da rifare!!!!

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