Stadi pubblici? Perchè?

17 ottobre 2012 § 1 Commento

Fui portato per la prima volta allo stadio l’11 novembre 1989, compleanno di mio padre, per assistere a Italia-Algeria. Mio fratello mi accompagnò nelle parterre, una specie di trincea a bordo campo da dove non vidi quasi nulla (già ero piccolino, in più il campo del Menti è “a schiena d’asino” come si facevano una volta). Segnò Serena, ma tutti volevano soltanto Baggio in campo.
Poi arrivò l’età adulta e guardai il calcio professionistico con occhiali nuovi, in grado di vedere lo showbusiness più che i gesti atletici. Ma questi sono discorsi che non contano troppo qui.
Ho approfondito da un po’ la questione stadi, a partire dai mondiali del ’90. Quelli costruiti a suon di miliardi della collettività: lo stadio di Torino, quello di Napoli, quello di Milano, per citare i casi più clamorosi.
Torino: stadio costruito dal comune nel 1986 con costi stratosferici e dismesso nel 2003: un impianto di quelle dimensioni, costato svariati miliardi di lire, che viene utilizzato soltanto 17 anni, dopo i quali il comune ha ceduto il diritto di superficie per 99 anni sull’area alla società sportiva Juventus che lo ha demolito e ha creato il suo stadio. Nel 2112 il comune dovrà indennizzare la Juventus per lo stadio (vetusto) che lascerà? Ci penseranno i nostri nipoti.
Napoli: la ristrutturazione dello stadio San Paolo, nel ’90, è stata al centro di inchieste giudiziarie che si sono concluse con la prescrizione solo per le leggi penali “salva-ricchi” di questi ultimi 20 anni. Il comune di Napoli ha speso tantissimi soldi, in questi 22 anni, per mantenere agibile lo stadio, dopo averne spesi altrettanti per la ristrutturazione.
Milano: il comune ha finanziato la ristrutturazione del Meazza sempre per i mondiali, creando una struttura mastodontica che ha richiesto un continuo rifacimento del manto erboso perché i progettisti non avevano previsto che una copertura quasi totale dello stadio avrebbe reso difficile la crescita dell’erba (geni!).
Ecco perchè mi chiedo: anche a Vicenza, perchè il comune deve restare proprietario dello stadio? Che cosa impedisce al comune di realizzare, al suo posto, altre cose più utili per la città?
Lo stadio Menti è in un brutto posto, senza adeguati spazi esterni, con scarsi parcheggi intorno, in una zona difficoltosa per il traffico, inoltre (si può dire?) è bruttissimo. Se è vero quanto leggo, cioè che il comune spende mediamente 100.000€ annui per la manutenzione contro un canone di affitto di 70.000€, dovrei aspettarmi un ritorno per la città in termini di cultura, indotto economico, divertimento, turismo sufficiente a colmare quei 30.000€ mancanti, giusto? Senza contare le spese per i trasporti dei tifosi e per l’ordine pubblico, sempre a carico del comune.
Mi sembra più vantaggioso urbanisticamente, economicamente, moralmente (il mondo del calcio professionistico è riuscito a far peggio della politica nazionale, in quanto a scandali) disdire il contratto d’affitto col Vicenza Calcio e lasciare la società libera di cercarsi un altro stadio, secondo le regole di mercato.
Che fare nell’area dello stadio? Si può farci di tutto, avendo i soldi. Ecco quindi che i soldi dell’autostrada, invece che per la manutenzione ordinaria delle strade, sarebbero potuti servire a questo. Penso a un municipio nuovo in grado di ospitare tutti gli assessorati (cosa che garantirebbe risparmi logistici incredibili), o magari a un allargamento dell’università, o a un parco pubblico. Certo, forse per finanziare queste opere bisognerebbe cedere ai palazzinari una parte di terreno per edificare appartamenti, ma non ci vedo nulla di così scandaloso.
Lo scandalo, a mio modo di vedere, è che il comune spenda un’infinità di soldi per mantenere uno stadio che serve quasi esclusivamente a una società sportiva privata di scarsissimo interesse e utilità pubblica.
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§ Una risposta a Stadi pubblici? Perchè?

  • Enrico Mastrotto ha detto:

    Sostengo da anni la necessità di smobilitare lo Stadio Menti, pur essendone un assiduo utilizzatore, abbonato, da anni… L’area complessiva dello stadio è di circa 70.000mq, un ingente patrimonio di territorio da poter utilizzare in vari modi: ad es. si potrebbe andare dall’espansione della zona universitaria alla creazione di una nuova e più signorile zona residenziale…ma queste non sono le uniche soluzioni…

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