Benvenuta Emma!

13 agosto 2009 § Lascia un commento

pannoliniBenvenuta Emma! Sei nata nartedì 4 agosto, in anticipo su quel che credevamo!

Quella che io e Claudia stiamo vivendo è un’emozione sempre nuova, una scoperta sempre nuova di una vita che non è mai uguale al giorno prima. La fatica delle tue sveglie notturne è incredibilmente rinfrancata dalla gioia di sentirti crescere, riconoscere sguardi e voci, e hai tutta una vita davanti!

Qualche settimana fa ho scritto per te una lettera di benvenuto, te la metto qui; mi perdonerai se è al maschile, ma ancora non sapevo se eri proprio tu o se sarebbe nato un Luca.

Benvenuto! Questa è la prima cosa che vorrei dirti, appena te ne vieni fuori! Benvenuto, c’è bisogno di te qui fuori. C’è tua madre, che da mesi ti ascolta e ti sente ed è curiosa, preoccupata, soprattutto innamorata di te. Ci sono io, molto dubbioso sulle mie capacità, molto confidente nelle capacità di tua madre, molto innamorato di te anche se ti ho sentito gran poco. Ci sono dei nonni, impazienti di vederti e di farci conoscere il vero modo di farti crescere, a dispetto nostro, ma soprattutto desiderosi di vedere un pezzetto del mondo che sarà, quando loro non ci saranno più. Ci sono molti zii, alcuni esperti, alcuni meno, alcuni lontani. Ci sono 4 cugini, curiosi come non mai e che sognano di coccolarti come è stato fatto con loro. Ricordo quando loro sono nati, soprattutto Sara, la più grande. Per me, che non avevo mai visto da vicino un bambino superare i primi anni di vita (pannolini, pianti, biberon, addormentamenti, risvegli improvvisi…), è stato un susseguirsi di scoperte, emozioni nuove, sogni che ho iniziato a fare su di te (che ti piaccia o meno, è questo che ho fatto per anni pensando ai bambini: sognare di farne io!). Ci sono amici, tanti amici nostri che non vedono l’ora di sentirti che li chiami col loro nome, alcuni sognano che tu possa giocare con i loro bambini. Alcuni amici sognano di avere dei bambini che possano giocare con te: insomma, non capita mica a tutti di avere tanta gente così che ti aspetta, che chiama tua mamma dopo ogni ecografia, che chiede se ti muovi, se cresci, quanto cresci, se sarai maschio o femmina… Poi c’è tantissima altra gente, qui fuori. Pensa, si pensa tra i 6 e 7 miliardi di persone. Questi, essendo davvero tanti, non posso descriverteli bene, ma diciamo che posso raggrupparteli in categorie (spero che queste categorie non ti servano quando sarai abbastanza grande per andarli a conoscere). Ci sono molti, diciamo un primo gruppo di persone, che non sanno bene come passare i week end, come investire i risparmi, come scegliere una dieta bilanciata, come scegliere un buon materasso, come cucinare gli asparagi… Queste persone semplicemente non possono scegliere queste cose, si impegnano per cose molto più semplici: non far morire i loro bambini, così simili a te, non prendersi brutte malattie, trovare qualcosa da mangiare (bada: non qualcosa di buono, ma semplicemente qualcosa). Tutte queste persone probabilmente si stanno domandando perché tu sia così fortunato a nascere qui con noi e non lì con loro. Non c’è risposta a questa legittima domanda, ma potrai impegnarti, se vorrai, a fare in modo che una tale domanda non sia più fatta in futuro. Ci sono molte persone (il secondo gruppo) che possono scegliere tutte queste cose, ma che poi non riescono a scegliere perché sono indotti a scegliere quello che gli viene proposto. Ecco, questa categoria di persone è forse la più numerosa, attraversa i paesi ricchi (come quello dove stai per nascere) e i paesi che si stanno arricchendo. Anche i tuoi genitori spesso si rendono conto di appartenere a questa categoria di persone; spesso cercano però di tirarsene fuori (ma fanno proprio fatica). Ci sono poche persone (un terzo gruppo, quindi), sempre di più in realtà, che provano a vivere con meno pur avendo tanto a disposizione: provano cioè a scegliere davvero. Queste persone hanno la maledetta illusione di impegnarsi per lasciare a te e ai tuoi figli, ma anche ai figli di quelli che non possono scegliere nulla, un mondo sano, giusto e bello. Come avrai intuito da come ne scrivo, io e tua madre abbiamo l’aspirazione di essere sempre più persone di quest’ultimo tipo, e sempre meno persone del secondo tipo. Con tutto questo mi pare di averti presentato le persone che incontrerai nella tua vita: poche persone in confronto a tutte le altre, che come te, devono ancora nascere. Oltre alle persone, c’è la natura: le nostre piccole montagne, così amate da tuoi genitori, le grandi montagne, le foreste, i mari e gli oceani. I tuoi genitori hanno visto gran poco, ma magari insieme vedremo di più. Quel che è importante, per tua mamma e tuo papà, è fare in modo, per quanto possono, che tu possa vedere tutto quello che hanno visto loro: i ghiacciai, le api, le marmotte, i cinghiali, il mare limpido… Mi dispiace per te, ma oltre alle belle cose devo infatti avvertirti che tutte queste cose (e molte altre, in realtà) rischiano di essere compromesse dal comportamento della seconda categoria di persone che ti ho descritto. Ecco perché ci terremmo che tu capissi quanto bello sarebbe appartenere alla terza categoria e, come noi, ti sforzassi di appartenerci. Sì, perché questo è il sogno che i tuoi genitori hanno fatto su di te: che tu sia un cittadino responsabile, ecologicamente, eticamente ed economicamente responsabile, libero di scegliere indipendentemente da tutte quelle forme di limitazione della libertà che essi hanno invece dovuto sperimentare, e di cui fanno così fatica a liberarsi. Tua mamma e tuo papà pensano, infatti, che la vera felicità si può trovare in questo percorso di liberazione, che, imparerai, per essi è sostenuto e guidato dalla fede in Gesù Cristo.

Ecco, credo di averti introdotto le cose fondamentali, a cui vanno aggiunti il buon cinema, Frank Zappa, Neil Young, il gelato al cioccolato, il Franciacorta, lo Schioppettino, il panino con la melanzana fritta,Risiko e la montagna. Ma ora, come dice sempre un mio amico, gòditela, perché… d’ora in poi sarà sempre peggio!

Non mi piace molto mettere foto della piccola su internet, quindi pubblico una foto dedicata a Elena, in attesa che nasca anche la sua piccola: i pannolini lavabili sono possibili, comodi e non faticosi. Tiè!

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