Io voto!

19 giugno 2009 § Lascia un commento

Ho l’impressione che il periodo che viviamo  sia particolarmente triste. Il capo del governo è sulla via del tramonto, non per aver rovinato l’Italia, portato il dibattito politico a un grave livello di bassezza, assistito le mafie in ogni modo, minato lo stato di diritto.

L’unica cosa che sembra essere grave, di quest’uomo, è il suo disturbo di personalità e la sua patologia del comportamento sessuale. Che sarà grave per lui, ma l’Italia sembra ignorare le cose molto gravi che quest’uomo ha fatto.

Così ci avviamo ad avere una magistratura resa più lenta, più inefficace, più incapace di perseguire i reati, non solo di Berlusconi ma soprattutto delle mafie, dei reati “da colletti bianchi”.

Ho la netta impressione che i potentati mafiosi che hanno permesso a Berlusconi di governare finora lo stiano abbandonando (la situazione della giunta regionale siciliana è illuminante se vista in quest’ottica). Eppure so che non c’è limite al peggio ,so che se gli italiani hanno votato Berlusconi nonostante tutto ciò che si sa di lui, saranno in grado di votare anche qualcuno di peggiore. Spero di sbagliarmi.

Domenica si può provare a modificare qualcosa, si può eliminare qualche parte della legge elettorale “porcata”, così definita da chi l’ha scritta.

Se il primo e secondo quesito vogliono favorire il bipartitismo (qui voterò no, perchè c’è già troppa poca rappresentanza per accontentarsi di pidielle e pidimenoelle, come direbbe Grillo), il terzo quesito permette di abolire le preferenze multiple.

Questo perverso meccanismo permette ai leader di partito di candidarsi come capilista in tutte le circoscrizioni, essere eletti in molte e decidere da soli a quale, delle 5-6 in cui è stato eletto, rinunciare. In questo modo, che in effetti ho spiegato barbaramente, possono scegliere chi mandare in parlamento, preferendo o i più asserviti o quelli che pagano meglio.

Sarà poco, ma andando a votare sì al terzo quesito si può sperare di abolire questa parte di porcata.

Certo i partiti non sarebbero contenti, e infatti nessun partito sta facendo una vera campagna referendaria: un’ottima riprova per convincersi che è il caso di andare a votare!

Tra i politici, l’unico a dire qualcosa di intelligente è uno che a me ricorda il contrario di quello che dice, ma siccome quello che dice è giusto, lo riporto:

«Non perdete l’occasione di andare a votare domenica e lunedì a prescindere che si voti sì o no ai quesiti» referendari. Non andare a votare per il referendum sulla riforma elettorale significa per i cittadini rinunciare al potere assegnato dalla Costituzione di far sentire la propria voce ai palazzi della politica. È rinunciare a una importante modalità per riavvicinare cittadini, istituzioni e politica».

Ahimè, la frase è di Fini…

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