Ieri ho vissuto un momento particolare.
Ho partecipato alla preghiera in commemorazione delle vittime dell’11 settembre organizzata dal comune di Vicenza e dalla Setaf (comando esercito USA a Vicenza). Mi sono sentito subito in forte imbarazzo a stare nello stesso locale di militari, a sentire preghiere che chiedono a Dio la protezione dei militari USA in giro per il mondo. In imbarazzo, ma non mi sono sentito incoerente: pregare va sempre bene, pregare con chi non la pensa come me può essere un buon modo per cercare di iniziare il dialogo.
Certo che è stato difficile restare lì seduti, di fianco a bandiere che per me simboleggiano morte e sopraffazione.
Ma sono stato felice di esserci andato.
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