imbecilli recidivi

Quanto ci vuole a capire che, se si creano casini a una manifestazione, i mass media ingigantiscono il numero dei casinisti e tutta la manifestazione risulta in mano di questi?

E quanto ci vuole a capire che, se la notizia è data così (e si sa che viene sempre data così), si allontana l’opinione pubblica dalla protesta?

Dove cavolo hanno studiato comunicazione questi quattro ragazzotti che rovinano le intenzioni di decine di migliaia di vicentini? Per quanto tempo ci saranno brave persone che si prestano a lasciare spazio anche a questi personaggi?

Sarà anche vero che il questore non ha rispettato i patti, sarà anche vero che il dispiegamento di forze era una provocazione, ma cadere nella provocazione è proprio da imbecilli. E non è la prima volta che i soliti imbecilli ci cascano.

Se i poliziotti sono troppo vicini alla strada, vorrà dire che si impedisce di manifestare a chi porta con sé caschi e plexiglas; è più importante far manifestare la città che far passare quattro imbecilli violenti.

Mi sento vicino a tutti quei poliziotti che hanno subito l’attacco di questi quattro imbecilli (vi assicuro che non è facile stare con i poliziotti, dopo Genova). Spero che i responsabili del presidio, che hanno permesso a questi imbecilli di scontrarsi con la polizia, imparino la lezione una volta per tutte: non si può chiedere pace con la violenza!

Io voto!

Ho l’impressione che il periodo che viviamo  sia particolarmente triste. Il capo del governo è sulla via del tramonto, non per aver rovinato l’Italia, portato il dibattito politico a un grave livello di bassezza, assistito le mafie in ogni modo, minato lo stato di diritto.

L’unica cosa che sembra essere grave, di quest’uomo, è il suo disturbo di personalità e la sua patologia del comportamento sessuale. Che sarà grave per lui, ma l’Italia sembra ignorare le cose molto gravi che quest’uomo ha fatto.

Così ci avviamo ad avere una magistratura resa più lenta, più inefficace, più incapace di perseguire i reati, non solo di Berlusconi ma soprattutto delle mafie, dei reati “da colletti bianchi”.

Ho la netta impressione che i potentati mafiosi che hanno permesso a Berlusconi di governare finora lo stiano abbandonando (la situazione della giunta regionale siciliana è illuminante se vista in quest’ottica). Eppure so che non c’è limite al peggio ,so che se gli italiani hanno votato Berlusconi nonostante tutto ciò che si sa di lui, saranno in grado di votare anche qualcuno di peggiore. Spero di sbagliarmi.

Domenica si può provare a modificare qualcosa, si può eliminare qualche parte della legge elettorale “porcata”, così definita da chi l’ha scritta.

Se il primo e secondo quesito vogliono favorire il bipartitismo (qui voterò no, perchè c’è già troppa poca rappresentanza per accontentarsi di pidielle e pidimenoelle, come direbbe Grillo), il terzo quesito permette di abolire le preferenze multiple.

Questo perverso meccanismo permette ai leader di partito di candidarsi come capilista in tutte le circoscrizioni, essere eletti in molte e decidere da soli a quale, delle 5-6 in cui è stato eletto, rinunciare. In questo modo, che in effetti ho spiegato barbaramente, possono scegliere chi mandare in parlamento, preferendo o i più asserviti o quelli che pagano meglio.

Sarà poco, ma andando a votare sì al terzo quesito si può sperare di abolire questa parte di porcata.

Certo i partiti non sarebbero contenti, e infatti nessun partito sta facendo una vera campagna referendaria: un’ottima riprova per convincersi che è il caso di andare a votare!

Tra i politici, l’unico a dire qualcosa di intelligente è uno che a me ricorda il contrario di quello che dice, ma siccome quello che dice è giusto, lo riporto:

«Non perdete l’occasione di andare a votare domenica e lunedì a prescindere che si voti sì o no ai quesiti» referendari. Non andare a votare per il referendum sulla riforma elettorale significa per i cittadini rinunciare al potere assegnato dalla Costituzione di far sentire la propria voce ai palazzi della politica. È rinunciare a una importante modalità per riavvicinare cittadini, istituzioni e politica».

Ahimè, la frase è di Fini…

da 8 anni in guerra per farci ascoltare da un amico potente

Io, italiano, mi sento responsabile, tra gli altri, della morte di una bambina di 13 anni, uccisa perché viaggiava in auto nel paese sbagliato, cioè il suo. Uccisa da un soldato italiano, pagato anche dalle mie tasse, con una pallottola che ho contribuito ad acquistare.

Perché siamo in Afghanistan? Pochi di quelli che siedono, anche a mie spese, a Montecitorio sanno dove sia l’Afghanistan e perché si stia facendo una guerra proprio lì, pochi tra gli elettori lo sanno. D’altronde, destra e sinistra hanno sempre appoggiato questa guerra (in spregio alla costituzione). Da Rifondazione a Storace, tutti hanno votato almeno una volta per continuare la guerra. Ma il dibattito mediatico, quello sul quale si basano le scelte di voto degli italiani, non parla quasi mai della guerra, preferendo parlare di posti di lavoro, di divorzi, di leggi elettorali. Nel frattempo facciamo la guerra per farci considerare bravi alleati dagli U.S.A. A me sembra più importante decidere chi ci governa in base a cosa ne pensa della vita degli uomini,piuttosto che in base all’opinione sul federalismo.

Se volete approfondire date un’occhiata questo articolo su Limes di Lucio Caracciolo.

Si può andare al mare in bici

Sì, lo so… sembra scontato.

Ma per me andare al mare in bicicletta è sempre stato possibile in teoria, nel senso che se la distanza è di 100km o poco più, si può fare in giornata. Ma dal dire questo, al farlo effettivamente, ecco, non ciavevo mai provato.

Sabato, vigilia di Pasqua, ho provato l’impresa e ho scoperto che non è poi una grande impresa, ma una pedalata facile ma un po’ noiosa.

Sono partito alle 8 del mattino, in bici da corsa, gilet antivento e manicotti. Attraverso strade secondarie ho raggiunto la statale Vicenza-Treviso all’altezza di Bolzano Bicentino. Da lì, per la noiosissima, dritta e per nulla panoramica statale sono giunto a Fontaniva. Da lì in poi per la vecchia strada, molto bella, fino a Castelfranco e da lì per la Castellana Vecchia fino a Treviso.

Qui ho visto proprio bei paesaggi, tipica campagna veneta con molti uccelli strani (ho riconosciuto i fagiani, ma non sono per nulla esperto quindi ho ammirato e basta). Ho attraversato Cittadella e Castelfranco per il centro storico, entrando dalle porte a ovest e uscendo da quelle a est. A Castelfranco prima pausa: spogliato di gilet e manicotti, ho mangiato un trancio di pizza.

Sono arrivato a Treviso per strade molto periferiche, senza indicazioni, fidandomi della bussola (direzione costante est!).

Ecco, da Treviso a San Donà di Piave ho fatto una schifezza di strada, la Treviso-Mare, deviano per Ponte di Piave per evitare un po’ di quello stradone colmo di SUV inquinanti e ingombranti.

Da San Donà ho preso la provinciale per Caorle, con un paesaggio molto bello, naturale, poco traffico, ma con tre inconvenienti:

-strada completamente dritta, abbaterebbe qualsiasi ottimista

-strada sempre uguale per 30 km, incredibile!

-vento contro: sì, questo non dovrebbe capitare sempre, ma quando fai un percorso con le caratteristiche elencate prima il vento contro è assicurato.

Insomma, dopo 6 ore e 130 km sono arrivato a Caorle, soddisfatto di essere riuscito a dimostrare, prima di tutto a me stesso, che si può andare al mare in bicicletta!

ma come è possibile che venga eletto uno così?

Diciamo che i giornali stranieri sono sempre molto illuminanti quando parlano di noi.

Un bell’articoletto sul nostro presidentello, preso in giro questa volta dal Telegraph (ma forse siamo noi italiani a essere presi in giro perché lo eleggiamo)…

Articolo trovato tradotto e segnalato dal fantastico sito www.italiadallestero.info, che vi consiglio!

clicca qui per l’articolo originale sul Daily Telegraph, il giornale più letto della Gran Bretagna

Se servisse un’ulteriore dimostrazione di quanto sappia essere semplicemente fantastica la Regina, basta guardare come questa settimana Elisabetta II ha trattato il Primo Ministro italiano con fulminante disprezzo. In quello che è diventato un tipico “caso da YouTube” (l’espressione che i quotidiani riservano per fatti che sono sfuggiti alla loro attenzione e che poi hanno trovato sulla rete), sua maestà ha reagito perfettamente quando il nano vigliacco ha cominciato a sbraitare durante un servizio fotografico con gli altri leader mondiali del G20 a Buckingam Palace. Berlusconi ha cominciato a urlare “Mr Obama, Mr Obama!”. Un imbarazzato Presidente degli USA ha cercato di calmare Silvio rispondendo con voce molto più pacata. La Regina si è quindi voltata, ha sospirato ed allargato le braccia con frustrazione, dicendo: “Ma cosa succede? Perché deve urlare in questo modo?”. L’Italia è talmente un bel Paese, perché continua imperterrita a ritrovarsi governata da questo uomo? La nazione che ci ha dato i Romani, la Peroni, la pasta, il parmigiano, il Rinascimento, la Galleria degli Uffizi a Firenze, Gina Lollobrigida, Gucci e la Ferrari, ha anche lottato per poter fare un appropriato uso di questo business della democrazia. E’ forse perché la nazione nella sua forma attuale è una costruzione relativamente recente? Può darsi. Qualunque sia la ragione, gli Italiani sono finiti troppe volte con Berlusconi al potere perché possa continuare a considerarsi un incidente. Il suo dominio è forse il riflesso su questo dato di fatto, ovvero che la vita e la cultura italiana funzionano, nel modo più inaspettato, in parte perché la vita pubblica è caotica e poco seria? In effetti, forse ciò si adatta perfettamente agli italiani perché significa che possono evitarsi il fastidio di prendere sul serio la vicende nazionali e concentrarsi invece sulla famiglia, sugli amici e sul proprio vicinato, sulla propria città od al massimo regione? Hmmm…non saprei dire. O continua a vincere semplicemente perché possiede la maggioranza delle stazioni televisive italiane? Piuttosto probabile.

Bimbooooo

Sarà un maschio o una femmina? Non volgiamo saperlo, ma intanto….

Ecco un suo primo ritratto: sì, non è che sia proprio in posa, non è che si veda bene, ma sta benone sembra, in quella pancia…bimbo

Che strane cose che avvengono…

Intanto vi consiglio uno strepitoso articolo, soltanto un esempio di molti articoli che all’estero continuano ad uscire sulla situazione italiana: clicca qui per leggerlo, è apparso su un quotidiano olandese ed è stato tradotto da Italia dall’estero: sembra che in Italia nessuno si accorga della situazione in cui stiamo scivolando.

Conoscete Gioacchino Genchi?

Si tratta di una persona che ha contribuito a scovare e far condannare centinaia di criminali, ma che a un certo punto della sua carriera ha toccato interessi importanti, di politici. Quindi si è scatenata su di lui una campagna denigratoria senza senso, guidata dal governo con l’intento di far approvare la legge anti-intercettazioni.

Bene, è stato sospeso dal servizio di polizia perchè indagato, appunto, per abuso d’ufficio su una fattispecie di reato molto dubbia.

La cosa mi pare giusta, per un poliziotto. Ma c’è un altro fatto inquietante che mi fa riflettere: un poliziotto condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per aver provocato violenze ingiustificate durante il G8 di Genova nel 2001. Tale persona, che risponde al nome di Vincenzo Canterini, non è mai stato sospeso ma anzi ora è addetto all’ambasciata italiana in Romania.

Perchè succedono queste cose senza che la stampa ne parli? Come si fa a guardare i telegiornali? Non c’è proprio niente di meno dannoso da fare?

Copio qui sotto un articoletto di Marco Ttravaglio sulla questione, apparso su L’unità:

Zorro
l’Unità, 25 marzo 2009

Il vicequestore Gioacchino Genchi, da 20 anni consulente dei giudici in indagini di mafia e corruzione, è stato sospeso dal servizio. Motivo: ha rilasciato interviste per difendersi dalle calunnie e ha risposto su facebook alle critiche di un giornalista. «Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni» che rende «la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia». Firmato: il capo della Polizia, Antonio Manganelli. Se Genchi avesse massacrato di botte qualche no global al G8 di Genova, sarebbe felicemente al suo posto e avrebbe fatto carriera (Massimo Calandri, «Bolzaneto, la mattanza della democrazia»): Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz, è stato promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a Bucarest. Michelangelo Fournier, 2 anni di carcere in tribunale, è al vertice della Direzione Centrale Antidroga. Alessandro Perugini, celebre per aver preso a calci in faccia un quindicenne, condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2 anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente in quella di Alessandria. Le loro condotte non erano «lesive per il prestigio delle Istituzioni» e la loro presenza è tutt’altro che «nociva per l’immagine della Polizia». Ma forse c’è stato un equivoco: Manganelli voleva difendere Genchi e sospendere Canterini, Fournier e Perugini, ma il solito attendente coglione ha capito male. Nel qual caso, dottor Manganelli, ci faccia sapere.

Ricordando don Peppe

Mentre l’informazione nazionale si interessa dei bambini morsi dal cane dello zio (acoltatevi il gr2 di ieri sera, sconvolgente) e delle bisticciate dei politici che evitano in ogni modo di fare qualcosa di utile, mi piace ricordare quest’uomo, Peppe Diana, ucciso dalla camorra quindici anni fa. Grazie a queste persone oggi sono contento e orgoglioso di essere italiano.